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Informazioni turistiche su Catanzaro

Sede Arcivescovale fu capoluogo dell’antica provincia di Calabria Ultra per oltre 200 anni. Il centro urbano si colloca all’interno di un’area comprendente alcuni comuni costieri. Nei mesi estivi il litorale Ionico da Catanzaro a Soverato è soggetto a importanti flussi turistici, soprattutto giovanili, per la presenza di numerose strutture ricettizie localizzate in particolar modo nei quartieri costieri della città e nelle località di Copanello, Soverato e Montepaone.

La posizione geografica e le particolari caratteristiche territoriali fanno della provincia di Catanzaro un importante snodo stradale e ferroviario. Inoltre, la presenza dell’Aeroporto Internazionale di Lamezia Terme ha consentito alla provincia di diventare la meta ideale per molti turisti amanti del mare ma anche della montagna.

Tradizioni

L’olio extravergine di oliva “Bruzio” e l’olio extravergine di oliva “Lametia” hanno ottenuto dall’Unione Europea la Denominazione di Origine Protetta (DOP). La Sila è una zona ricchissima di funghi, forse la più ricca d’Italia e certamente l’unica che offre funghi quasi tutto l’anno. Abbiamo le “spugnole”, i “sillu” o porcini, i “vavusi” e i galluzzi. Il più tipico dei funghi silani è però il Lactarius delicius, detto “rossitto”, dal colore rosato.

Un posto di grande rilievo nella cucina della Sila è occupato dai formaggi. Il formaggio tipico del posto è il Caciocavallo Silano, formaggio semiduro a pasta filata, prodotto con latte vaccino. Di pregio quello fatto nella Piana di Sibari, nella Pre-Sila e nella Sila.
Altro formaggio, base dell’alimentazione della Sila, è la juncata o sciuncata, fresco e cremoso, preparato con il latte di pecora.

Arte

Palazzo Menichini
II palazzo, danneggiato dai bombardamenti del 1943, è tra le architetture civili più importanti della città poiché le sue caratteristiche lo avvici­nano a più noti esempi di palazzi quattro-cin­quecenteschi presenti a Napoli, ma anche nel resto d’Italia. Di grande importanza è, infatti, il portale dorico che, nella sua composizione for­male, ricorda il ben più noto esempio del Vignola costruito per il Palazzo Farnese a Caprarola; degna di nota anche l’unica loggia con mensole a sbalzo tipiche dell’epoca e la tecnica del “civato” con cui è stata rafforzata la muratura in pietra a faccia vista della facciata principale.

Palazzo Mancusi
Il palazzo sorge lungo la via anticamente denominata dei Casali, di importanza storica, appartiene ancora oggi all’omonima famiglia nobiliare di Cicala. Parte dell’edificio, prima appartenente alla famiglia Pascali, fu acquistato nel 1900 da Benedetto Mancusi, Grande Ufficiale e Cavaliere di Gran Croce della Corona d’Italia, dove si stabilì con la famiglia. Diverse integrazioni nei secoli subite dall’edificio, in più fasi costruttive, ne hanno definito l’attuale struttura. Una zona del piano terra riporta i resti di un convento del XIII secolo. All’interno è possibile notare i particolari soffitti bassi delle stanze e l’ampio spessore dei muri. Sono presenti parti originarie del XV – XVI secolo, relative all’arco del portale bugnato in pietra, sul quale spicca lo stemma della famiglia Mancusi, mentre il portale in legno è conservato nella sua integrità insieme ad elementi ornamentali in ferro e ghisa che lo compongono e risale al XVIII secolo. La corte interna è chiusa da un particolare fondale parietale, decorato da stucchi e pitture dei secoli XVII – XVIII. Le stanze del piano nobile sono caratterizzate da soffitti con travi settecentesche e affreschi di Alfonso Frangipane. Particolari di pregio sono rappresentati dalle seicentesche ringhiere dei balconi del piano rialzato e da quelle ottocentesche in ferro e ghisa del piano nobile. La facciata esterna, sapientemente restaurata, riporta un’atmosfera unica nel contesto urbano, pur non distaccandosi dallo stile dei palazzi catanzaresi della stessa epoca.

Palazzo Ricca
II palazzo tardo cinquecentesco apparteneva all’antica famiglia Ricca di origine spagnola iscritta alla nobiltà di Catanzaro e Taverna. Si trova sulla piazza di quello che ancora oggi è tra gli antichi e più conosciuti rioni storici della città: il Pianicello. L’organismo, di grandi dimensioni, non ha all’esterno particolari accen­ti formali, ma si pone tra gli esempi più impor­tanti del panorama architettonico cinquecente­sco catanzarese, poiché ha una tipologia esterna caratterizzata dall’esistenza di due portali gemelli in calcarenite. I portali appartengono alla tradizione architettonico-decorativa cala­brese caratterizzata dai classici conci lavorati a punta di diamante che si alternano ai conci a bugne, dalla chiave costituita dalla classica voluta a motivo fitomorfo a ricciolo, e dai due plinti decorati, alle basi, da specchiature. La fac­ciata principale presenta una tipologia scandita ritmicamente da finestre e balconi che danno all’insieme, nell’estrema semplicità, imponenza ed eleganza. Il palazzo evidenzia una tipica architettura civile e residenziale calabrese ascri­vibile tra la fine del XVI e gli inizi del XVII seco­lo, con rifacimenti del XVIII e XIX secolo.

Palazzo Ferrari-De Riso
Sito sulla via dei Coppolari, e posto di fronte la chiesa di S. Omobono, risale al tardo 500. Denominato in alcuni documenti del ‘700 come palazzo “il Salvatore” per la vicinanza alla sud­detta chiesetta, ha un portale molto ampio e, rispetto ad altri, più imponente; è caratterizzato da bugne specchiate alternate a bugne a punta di diamante con particolari decori a “ricciolo” che rappresentano per la città, nelle caratteristi che formali, elementi di spicco.

La chiave di volta decorata da motivi acantiformi reca una data poco leggibile (15…) corrispondente, pre­sumibilmente, all’anno di costruzione dell’edi­fìcio. Ai lati del portale, al di sotto dell’intonaco, sono visibili tracce di altri elementi decorativi. Il palazzo Ferrari-De Riso rispecchia in pieno i rifacimenti subiti nel XVIII secolo, allorquando la struttura tardo cinquecentesca riportò seri danni a causa dei terremoti del 1638 e del 1744. Quest’ultimo in particolare, di notevole entità, causò non pochi problemi alla zona.

A tale epoca risalgono gli elementi decorativi in stuc­co presenti in facciata, nonché le mensole e le soglie dei balconi scolpite in calcarenite. L’importanza architettonica dell’edifìcio si riscontra soprattutto nella corte che richiama la produzione architettonica legata al gusto napo­letano della prima metà del Settecento. Stimolata in città dalla nobile committenza loca­le, si diffuse ben presto in molti esempi, che ebbero a modello i moduli barocchi e tardo barocchi e che adottarono in particolare le scali­nate quali strutture aperte e scenografiche fra corte e giardino.

La corte di palazzo Ferrari-De Riso è caratteriz­zata da una scalinata che riprende i caratteri compositivi e formali delle strutture create da Ferdinando Sanfelice a Napoli (in particolare quella di palazzo Sanfelice costruita nel 1728) e da una pavimentazione ad acciottolato, in pie­tre di fiume, chiusa da riquadri con fasce costi­tuite da basole di pietra locale.

Nell’800, a causa di motivi ereditari, parte del palazzo è stata suddivisa in varie unità abitative alle quali si assicurò l’accesso attraverso la costruzione di un ballatoio, posto sul lato ovest della corte, rea­lizzato in ghisa e proveniente da ferriere napo­letane. Tale struttura, come si evince dalla data incisa su una delle colonne, risale al 1869.

Palazzo Anania
II palazzo è datato al 1622, come riportato nel­l’epigrafe dello stemma: «Baldassarre Anania Anno MDCXXII». All’esterno non presenta alcun tipo di decorazione ed è caratterizzato da una estrema semplicità. Al contrario, l’edifìcio si evidenzia per la corte interna alla quale si accede da un piccolo portale in laterizio, posto sulla via De Grazia e sormontato dallo stemma lapideo della famiglia, e da un androne, di pic­cole dimensioni, un tempo coperto da una con­trosoffittatura di incannucciato.

La corte, di non ampie dimensioni, è dominata dalla seicentesca loggia della scalinata che ricorda i moduli barocchi adottati a Napoli nella prima metà del Seicento. L’intera struttura, armonizzata con il resto della corte da un andamento curvilineo, è costituita da un sistema di volte a botte e a cro­ciera, decorate da stucchi modanati, e da una pavimentazione sulle rampe e sui pianerottoli in pietra verde di Gimigliano.

Tale modello, oltre alla sfora rappresentativa, ebbe anche la funzione di filtro tra la corte e il giardino retro­stante che, nel caso in oggetto, è ancora esisten­te. La corte conserva tracce dell’antica pavimen­tazione e la cisterna per l’acqua, che serviva da fontana e lavatoio, costruita nel 1632 (la data è scolpita). In questo periodo il palazzo fu arric­chito anche da un sistema di approvvigiona­mento idrico, caratteristico e comune a molti degli edifìci nobiliari catanzaresi.

Palazzo Rocca-Grimaldi
Ha una corte centrale ed è tra gli esempi più belli e raffinati presenti in città. Sorto presumi­bilmente tra il XVIII e il XIX secolo, sorge nella centralissimapiazza del SS. Rosario ad angolo con la salita Tribunali. I due piani, piano terra e piano nobile, di cui esso è formato, rivelano un progetto compositivo che privilegia il gusto della ricercatezza nella decorazione (man mano che dal basso procede verso l’alto), riscontrabi­le nella fattura pensata in generale per l’intera facciata (paraste, fasce e cornici marcapiano in stucco modanato dal gusto neoclassico, ringhie­re in ghisa…), ma, in particolare, per i balconi che si collocano con un modulo costante.

Il piano terra presenta caratteri formali più sem­plici ed è caratterizzato da un bugnato sul quale si imposta il piano nobile, ritmato da paraste e balconi, chiuso da un aggettante cornicione. Al centro del prospetto principale c’è un grande portale in granito, incorniciato lateralmente da paraste binate in muratura poggianti su un alto basamento in pietra.

L’arco a tutto sesto è sor­montato da un balcone, chiuso come gli altri da ringhiere in ferro e ghisa di gusto tipicamente impero. Ogni ringhiera, inoltre, ha agli angoli caratteristici flambeaux in ghisa di pregevole ed elaborata fattura. Anche palazzo Rocca-Grimaldi ha un’elegante corte ottocentesca chiusa dallo scalone di rap­presentanza a doppia rampa, impreziosito nella pavimentazione da lastre di marmo verde di Gimigliano, che conserva l’originale pavimento caratterizzato da fasce in granito che limitano riquadri in acciottolato. In questo palazzo abitò Bernardino Grimaldi, avvocato e parlamentare, famoso per la sua vastissima cultura.

Palazzo Ruggero-Raffaelli (già Convento dei Paolotti o dei PP. Minimi)
Posto alla fine di corso Mazzini all’incrocio con via de Seta, già Bellavista, è da considerarsi tra i manufatti architettonici più interessanti e imponenti prospicienti l’antica via della Villa. Il palazzo, a corte centrale, è addossato alla cin­quecentesca chiesa di S. Francesco di Paola e ha due facciate che si discostano completamente l’una dall’altra, oltre che per il numero dei piani, per l’impostazione formale e per l’appa­rato decorativo.

Ciò evidenzia che l’edificio, pur volendolo considerare un organismo unita­rio, è nella realtà diviso in diverse unità distinte e separate, frutto degli stravolgimenti e dei lavori di riattamento che interessarono l’intero complesso edilizio nella seconda metà dell’Ot­tocento, e in particolare l’ala di corso Mazzini. Sorge sul sito e sulle preesistenze del convento dei PP. Minimi.

All’indomani della sua soppres­sione, avvenuta una prima volta dopo il terre­moto del 1783 e una seconda volta nel periodo murattiano, fu venduto a privati e trasformato in edificio residenziale. Il comprensorio dell’an­tico convento con l’annesso orto, come si evince da un manoscritto del Frangipane, fu in seguito all’alienazione occupato dai fabbricati possedu­ti a ponente dal signor Annibale Rivoiro, e dai lati di mezzogiorno, oriente e tramontana dai signori Cristallo, Raffaelli e altri. Nel 1881 la parte di fabbricato prospiciente il corsoMazzini, denominata “Casa Ruggero”, fu inte­ressata da alcuni lavori di ristrutturazione che causarono il taglio dell’intera facciata e il suo allineamento, nonché la sistemazione degli ambienti residui su tutti i piani.

Durante tali lavori vennero alla luce strutture dell’antico chiostro (voltato a botte e a crociera) e di una cisterna che oggi sono in parte visibili all’inter­no di un locale seminterrato sito su via De Seta.

Cultura

Il Teatro Politeama di Catanzaro, è stato finanziato per 40 miliardi di vecchie lire dall’allora Presidente della Giounta Regionale On.le Rosario Olivo, inaugurato il 29 novembre 2002 con un concerto dell’orchestra dell’Arena di Verona (direttore, Maestro Aldo Ceccato), sorge in pieno centro storico sull’area risultata dalla demolizione del vecchio Cinema-teatro Politeama, struttura realizzata negli anni Trenta, e del coevo Mercato coperto.

Il Teatro Masciari di Catanzaro si trova nel cuore del centro storico cittadino, in piazza Le Pera. Fu costruito, per volere della famiglia Masciarinel 1925 ed è stato ristrutturato nel 1991. E’ un edificio in stile liberty, molto elegante con una platea e una balconata capace di ospitare comodamente 424 spettatori (300 posti in platea, 52 in galleria e 72 nei palchi). Nel foyer vi è un efficiente servizio bar e caffetteria. Oltre alla proiezione di film, il palcoscenico del Masciari ogni anno ospita una ricca stagione teatrale. Rientra del circuito dei Teatri Calabresi Associati ed è gestito dalla Cooperativa Nuova Ipotesi. Inoltre, ha un’altra saletta cinematografica capace di 60 posti. Il sistema bibliotecario catanzarese si presenta ricco e variegato.

L’archivio di molte biblioteche cittadine è consultabile on-line tramite il “Sebina Opac” un efficiente servizio offerto dal “Polo Bibliotecario Regione Calabria”.

MUSEO PROVICIALE Il museo, istituito nel 1879, conserva un ricco medagliere che comprende circa 8000 esemplari. Formatasi già nel periodo precedente il 1879 la collezione di monete è stata costantemente arricchita negli anni successivi, raggiungendo la composizione che ancora oggi è possibile osservare. Particolarmente interessanti risultano le monete di età greca, rappresentate in maniera ottimale per tutte le regioni dell’Italia antica e della Sicilia.

Per l’età romana, sono raccolte monete di età repubblicana e di età imperiale, di bronzo e di argento. Notevole anche la raccolta di monete bizantina, che propone, secondo un criterio di selettività tipico dell’epoca in cui si è formata, una scelta di esemplari che rappresentano, quanto più possibile, tutte le epoche, tutti i nominali e tutte le autorità emittenti .

Il nucleo di monete di età normanna e sveva, peraltro già presente nella fase iniziale, è stato incrementato in maniera sostanziale nel secolo scorso e testimonia la formazione locale, con un insieme di esemplari che trovano un confronto nei dati finora editi sulla circolazione monetaria in Calabria nel periodo in questione. Molto ricca è anche la raccolta di materiale preistorico e protostorico, formatasi in parte grazie all’acquisizione di collezioni private costituitesi alla fine del XIX secolo con materiali rinvenuti nella zona, in parte grazie a scavi e rinvenimenti del secolo scorso.

MUSEO DELLE CARROZZE Una delle mete piu’ frequentate di Catanzaro, unica nel suo genere in tutta l’Italia del Sud. Da Catanzaro centro si va verso il quartiere Siano e da li’, seguendo la segnaletica, si prende la strada sterrata sulla destra. Qualche centinaio di metri e si entra nella proprieta’ del barone De Paula, appassionato da sempre di cavalli e carrozze. Qui, in un ampio edificio in stile medioevale, e’ ospitata la collezione di 25 carrozze d’epoca perfettamente restaurate, quasi tutte inglesi. Un posto di rilievo hanno quelle della famiglia Volpicelli, ma il pezzo forte e’ il calesse di Rossella O’Hara, usato nel film «Via col vento».

AUDITORIUM “ALDO CASALINUOVO” L’auditorium “Aldo Casalinuovo” , intitolato al giurista catanzarese per molti anni Presidente dell’Ordine nazionale Forense, è una struttura polivalente, situata nel centro cittadino, adiacente al Liceo ginnasio “Galluppi”. La struttura, capace di 600 posti a sedere e dotata di sofisticati impianti tecnologici, può essere indifferentemente utilizzata per congressi, conferenze, concerti e rappresentazioni teatrali. L’auditorium comunale “Aldo Casalinuovo” si trova in Via Pugliese.

Dolci

“Susumella” o “divino amore” se siamo nel periodo Natalizio, “cuzzupa” o “nepitella” se siamo sotto Pasqua. La “susumella”, è a base di miele e farina con un cuore di uvetta e ricoperto di glassa di zucchero o cioccolato, la “cuzzupa” e un dolce pasquale che le donne regalano ai propri uomini per dimostrare il loro amore, solitamente a forma di cuore o di pesce.

Cosa Visitare a Catanzaro, chiese, monumenti e luoghi di interesse

Chiese

1) Osservanza
2) S. Giovanni Battista
3) SS. Salvatore o S. Omobono
4) S. Anna
5) S. Angelo
6) Monte dei Morti
7) S. Maria di Mezzogiorno
8) S. Maria della Stella
9) Il Duomo
10) SS. Rosario
11) S. Maria Maddalena
12) S. Rocchello
13) S. Francesco di Paola
14) S. Maria del Carmine
15) Montecorvino
16) S. Nicola
17) Basilica dell’Immacolata

Monumenti

– Giustizia e Libertà
– Complesso Monumentale del San Giovanni
– Torre Cavallara XVI sec
– Il Ponte “Bisantis”
– Monumento a Maria SS. Immacolata
– Madonna col Bambino
– Monumento ai Caduti della Grande Guerra 1915-1918
– Monumento in memoria dei Caduti della Prima guerra mondiale
– Monumento ai Caduti del mare
– Associazione Marinai d’Italia
– Monumento al generale garibaldino Francesco Stocco
– Fontana monumentale de “Il Cavatore”
– Fontana di Santa Caterina
– Monumento dell’Assunta
– Chiostro dell’Osservanza

IL PARCO ARCHEOLOGICO DELLA ROCCELLA “SCOLACIUM”
Immerso tra gli ulivi secolari, a meno di un chilometro dal quartiere marinaro di Catanzaro, sorge dal 1982 il “Parco Archeologico Scolacium”, vasta area di notevolissimo interesse che ha restituito alla storia le vestigia della romana Scolacium sorta sulla greca Skilletion. Nel Parco, dove affiorano anche i suggestivi resti della Basilica bizantino-normanna di Santa maria della Roccella, sono riemerse parti significative della città romana, tra cui l’area del Foro, il Teatro, nonché numerose statue. BOSCO PINETA E GIARDINO “LI’ COMUNI” Un grande parco urbano, ubicato nel quartiere Siano, a ridosso del centro storico, pienamente fruibile dall’utenza cittadina, punto di riferimento per il turismo integrato mare-monti, attrezzato per il tempo libero, l’escursionismo, il trekking a cavallo, l’attività didattica: questo, in sintesi, l’identikit del Parco della Pineta di Siano così come lo hanno disegnato i progettisti incaricati dal Comune di Catanzaro di progettare l’opera finanziata con la L.64 per il Mezzogiorno. Il parco è stato diviso in tre grandi aree: la prima, pari al 75% dell’intero territorio preso in esame, è interamente salvaguardata a fruibilità ridotta e specializzata (escursioni, itinerari guidati,ecc.); la seconda, pari al 24%, a larga fruibilità e attrezzata allo scopo; la terza, pari allo 0,5%, in cui si concentrano i parcheggi, gli spazi per la didattica, l’orto botanico, i laghetti e il teatro. Il Parco si estende su una superficie di 700 ettari e al suo interno si sviluppano tracciati vari (jogging, trekking a cavallo, passeggiate, ecc.), per circa 30 km. Il Parco è caratterizzato dalla presenza di numerose specie vegetali di tipo mediterraneo e animali che ne fanno un habitat quanto mai ricco e degno di tutela. All’interno del Parco esiste un giardino botanico nel quale trovano collocazione oltre 1000 specie vegetali diverse. Il Parco è un polo integrato turistico-culturale posto lungo un itinerario privilegiato di collegamento dei flussi turistici fra il mare Ionio e le pendici della Sila.

Basilica dell’Immacolata (C.so Mazzini)
La Basilica dell’Immacolata, già dei Francescani risale al XIII secolo. In origine era dedicata alla SS. Trinità. Fu rifatta nel 1765 con bella facciata barocca e rimaneggiata nel 1892. Sulla sinistra si erge il campanile a tre piani.
L’interno della chiesa è a croce latina, a tre navate con interessanti altari barocchi. La cupola è affrescata da pittori della scuola di Andrea Cefaly. Da notare tra le altre opere, l’incoronazione di Maria e la Madonna adorata dai Santi; opere su rame di anonimo seicentesco; quattro pregevoli altorilievi in cera colorata raffiguranti l’Allegoria del tempo e della morte, la Morte di Gesù Cristo sul Golgota; la Natività di Gesù e l’Epifania, realizzati dalla napoletana Caterina de ]ulianis nella prima metà del Settecento.

Duomo (vicino P.zza Duomo)
Il Duomo di Catanzaro è la più imponente costruzione sacra della città. La Chiesa normanna era composta da cinque navate con prevalenti cenni goticheggianti. La Cattedrale fu ampiamente restaurata nel 1511 dal Vescovo Tornafranza che, oltre a utilizzare due porte in marmo tolte dal Castello, rifece le facciate in forme rinascimentali. Ulteriori e radicali restauri si ebbero poi nei secoli successivi, fino a quando, in seguito ai potentissimi bombardamenti del 1943, venne quasi completamente distrutta.
Ricostruita nel periodo post bellico, rimane una delle più importanti e prestigiose Chiese di Catanzaro. L’interno è a tre navate divise da grossi pilastri di marmo. Conserva una statua marmorea della Madonna col Bambino (1595); un’icona bizantineggiante; una Sacra famiglia; un busto di S. Vitaliano patrono della città.

Musei

Gipsoteca F. Jerace
La gipsoteca è stata smantellata ed è in attesa di ricollocazione. Alcune opere in gesso e marmo realizzate dallo scultore Francesco Jerace (1857-1937) e donate all’Amministrazione Provinciale da una delle figlie, sono ancora esposte nel palazzo della provincia, piano della presidenza.

Marca Museo delle arti
“Marca” è un polo museale multifunzionale sviluppato su tre piani, che ambisce a confermarsi come «un museo vivo e attivo» dove possono convivere momenti artistici diversi dall’arte antica al linguaggio contemporaneo, espresso in tutte le sue forme.
Al pianterreno è stata allestita la Pinacoteca e Gipsoteca della Provincia con circa 120 opere tra dipinti e sculture, una collezione permanente che va dal XVI al XX secolo: dalla splendida tavola di Antonello de Saliba, a Battistello CaraccioloMattia PretiSalvator Rosa e Andrea Sacchi.
Sono inoltre conservate ed esposte un numero assai ricco di opere di Andrea Cefalì, oltre a gessi e marmi di Francesco Irace.
Al primo piano si trova la collezione Rotella, il più celebre degli artisti catanzaresi.

Museo delle Carrozze
Situato all’interno di una azienda agricola, il museo raccoglie 25 carrozze d’epoca di proprietà del barone De Paola.
Tra queste, si segnalano una cabriolet a capote mobile, un carro da parata del ‘600 e la famosa carrozza di fine ‘800, utilizzata nel film Via col vento.
Sono esposti inoltre attrezzi della civiltà contadina e un pianoforte in radica d’ulivo della fine dell’800.

Museo di storia militare
La nascita di un Museo specialistico è spesso strettamente collegata alla disponibilità di materiali che dalla dispersione, seguita all’uso, si convertono in collezioni tipologiche o a limitato lasso cronologico.
Scopo principale dell’esposizione è illustrare particolari momenti storici o l’evoluzione di settori specialistici. È quanto è successo nella creazione del Museo di Storia Militare “Brigata Catanzaro” : l’unione di singole collezioni, nate in momenti e con aspirazioni diverse ha permesso quegli approfondimenti scientifici base della creazione allestitiva.
Si è infatti partiti da nuclei presenti nel territorio e dovuti, nella nascita e nell’evoluzione, alla volontà, alla passione, alla capacità di rinvenimento da parte di privati e li si è uniti alle collezioni pubbliche legate ai momenti storici più significativi per la Nazione e per la stessa città di Catanzaro.
L’operazione consiste nell’enucleare da questi ciò che possa rappresentare la storia locale inserendola negli avvenimenti di cui furono protagonisti
i singoli cittadini e le istituzioni locali.
Il far coincidere l’inizio espositivo con l’epopea Napoleonica è motivato dalle profonde innovazioni tattiche e organizzative che quest’epoca ha mostrato in contrasto con le statiche manovre degli eserciti fino a tutto il XVIII secolo.
Queste innovazioni di carattere eminentemente strategico e spesso strategico-politico influiranno sulla struttura dell’esercito, sui suoi rapporti con la popolazione civile – basti pensare al sistema di reclutamento o alla presenza in particolari luoghi di caserme con numerosissimi militari – ma soprattutto sulle tecniche di combattimento sia di reparto che di singoli militari.
A spiegazione, spesso didattica di ciò, si sono voluti esporre divise, armi e decorazioni della Grande Armée non dimenticando che dai suoi ranghi sono usciti gran parte dei personaggi del nostro Risorgimento tanto che questo vede, almeno nella sua prima fase sino al 1849, l’utilizzo di armi, metodi e uomini di cultura prettamente napoleonica.

Museo Diocesano Catanzaro
Costituito nel 1997 e ospitato nel Palazzo Vescovile, il museo raccoglie ostensori, calici, pianete, candelabri, paramenti sacri, dipinti, sculture lignee e opere marmoree databili a partire dal XVIII secolo e provenienti da alcune chiese del territorio catanzarese. Parte di questo materiale apparteneva al tesoro della Cattedrale e all’Arcidiocesi di Catanzaro.
Tra i dipinti, in gran parte opera di artisti meridionali, si segnalano La Pentecoste di Domenico Leto (XVIII sec.), una Madonna col Bambino (XVIII sec.), l’Incoronazione della Vergine nella Gloria dei Santi di Biagio di Vico (XVIII sec.), San Nicola Vescovo di Mattia Preti (1613-1699) e una Madonna delle Grazie (XVIII sec.).
Tra i paramenti sacri: un Piviale rosso a lamina d’oro del Settecento, di manifattura catanzarese.Tra gli argenti: un Ostensorio (1782), una Croce Professionale (XVIII sec.), un Baldacchino del Santissimo (1856). Di recente acquisizione un dipinto (olio su tela) che raffigura il sant’umile da bisignano del XVII-XVIII secolo, d’autore ignoto.

Museo Provinciale Catanzaro
Il museo, istituito nel 1879, comprende un ricco medagliere con oltre 8000 esemplari (monete di epoca magnogreca, brettia, romana, bizantina, normanna).
La raccolta archeologica conserva reperti dell’età della Pietra, del Ferro e del Neolitico; una statuetta fittile raffigurante Atena, un elmo in bronzo decorato a sbalzo e altri oggetti del periodo greco.
Si segnala un’incisione su lamina d’oro raffigurante l’Adorazione dei Magi che risale al VI secolo.

Eventi religiosi

16 Luglio – Festa di S.Vitaliano
Festa del patrono della città. Processione, liturgie e festa civile.

Sagre e feste

SAGRA DELLE FRAGOLE
Località: Acconia (CZ)
Periodo: Giugno

SAGRA DELLA FAGIOLATA
Località: San Pietro e Maida (CZ)
Periodo: Luglio

SAGRA DEI PRODOTTI CULTURA CONTADINA
Località: Monterosso Calabro (CZ)
Periodo: Luglio

SAGRA DELLA PATATA
Località: Pietrebianche di Martirano Lombardo (CZ)
Periodo: Agosto

FESTIVAL DELLA BIRRA
Località: Soveria Simeri (CZ)
Periodo: Agosto

SAGRA DEI PATATI e PIPI
Località: Cortale (CZ)
Periodo: Agosto

SAGRA DEL MORSEDDU
Località: Borgia (CZ)
Periodo: Agosto

SAGRA DELL’OLIO D’OLIVA
Località: Sellia Marina (CZ)
Periodo: Agosto

SAGRA DEL MORZELLO
Località: Catanzaro (CZ)
Periodo: Agosto

SAGRA DEL PESCE
Località: Soverato (CZ)
Periodo: Agosto

SAGRA DELLA MELANZANA
Località: Soverato (CZ)
Periodo: Settembre

SAGRA DELLA CASTAGNA
Località: Davoli (CZ)
Periodo: Novembre

SAGRA PEPERONI FRITTI – PITTA DE PATATI
Località: Girifalco (CZ)
Periodo: Novembre

In Auto dal Tirreno: Autostrada SA-RC, uscita CZ, dopo la galleria del Musofalo seguire le indicazioni CZ nord – Stadio Ospedale – tangenziale nord – stadio.
In Auto dallo Jonio: SS. 106 – Incrocio CZ Lido, proseguire per CZ nord – stadio.
In Autobus: dai centri della provincia di CZ e dalle principali città della Calabria è consigliabile il servizio offerto dalle linee delle Ferrovie della Calabria.

Altre linee consigliate:
– Foderaro – 0968.23827
– Romano – 0962.26719
– Lirosi
– Preite – 0984.791886
– Simat
– Iorfrida
– Federico
– Serratore – 0961.782808
– Gullì – 09867.981295
– Bressi – 0967.85022
– Froiio – 0967.533121
– Costabile – 0984.462280

In Treno: FF.SS: 1478.88088 – Linea Tirrenica – dalla stazione di Lamezia Terme C.le proseguire per CZ stazione di CZ Sala (servizio autobus e taxi). Proseguire per viale dei Normanni, rotatoria – CZ nord – stadio.
FF.SS.: – Linea Jonica – fermarsi alla stazione di CZ Lido, servizio autobus, taxi e ferrovie della Calabria. Con fermata alla stazione CZ centro.
In treno con le Ferrovie della Calabria: Fermarsi alla stazione di CZ centro (servizio autobus da via Indipendenza), servizio taxi da piazza Matteotti. A piedi salire per le indicazioni stadio-ospedale.

In Aereo: “Aereoporto internazionale della Calabria a Lamezia Terme, proseguire per il raccordo autostradale CZ-Lamezia e seguire le indicazioni CZ città.
E’ possibile proseguire sia in autobus, in taxi, in treno e con autonoleggio.

Azienda Tras Urbano: A.M.C. – Tel. 0961.781467/75
Azienda Tras Extraurbano: Ferrovie della Calabria – Federico – Ias Scura – Lirosi, etc.

Taxi:
Piazza Prefettura – 0961 741428
Piazza Stazione Lido – 0961 32473
Piazza Stazione Sala – 0961 753504
Piazza Matteotti – 0961 725846

Stazione FS: Catanzaro
Stazione FS servizio IC,ICplus,ICN,E: Catanzaro
Stazione FS servizio ES: Lamezia Terme
Aeroporto: Internazionale di Lamezia Terme

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