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Reggio Calabria, informazioni turistiche di base

Reggio Calabria (180000 ab., 31 m.) si trova nella punta meridionale della Calabria, tra il mare e le più basse propaggini dell’Aspromonte. Situata sulla riva orientale dello Stretto di Messina è il punto di raccordo ideale tra l’Italia ed il Mediterraneo; sede del Consiglio regionale, dell’“Università Mediterranea” e dell’Università per stranieri, Reggio è città d’arte e di cultura.

Florido centro commerciale, la città basa la sua economia anche sulle notevoli attività portuali e sul flusso turistico, spinto dal rilevante patrimonio archeologico e dalle vicine stazioni balneari.

La città nasce nella seconda metà del VIII sec. a.C.; il suo nome è “Reghion” e viene fondata da coloni calcidesi dell’Eubea, seguiti poi da profughi messeni. Per due secoli la città prospera, grazie al saggio governo del catanese Caronda e alla posizione strategica che le permette di controllare le rotte dei commerci.

Durante il periodo greco la città lotta prima contro Locri e Crotone, poi contro Siracusa; da quest’ultima Reggio viene distrutta nel 387 a.C.. Nel 270 a.C. i Romani occupano la città che diventa “federata” e, dal 89 a.C., Reggio è Municipio Romano con il nome di Rhegium Juilii; nonostante ciò mantiene in questo periodo lingua e caratteri tipicamente greci. Dopo le devastazioni dei goti di Alarico (410), sono i Bizantini a imporre un dominio che dura quasi sei secoli, durante i quali la città fiorisce economicamente e culturalmente.

Dopo l’arrivo dei normanni nel 1060, si alterneranno al potere Svevi, Angioini, Aragonesi e Spagnoli; nel XVI sec. Reggio subisce ripetute incursioni dei turchi, che la mettono a ferro e fuoco. Nel 1808 viene eretta ducato da Napoleone; nel 1847 partecipa ai moti risorgimentali ribellandosi ai Borboni e nel 1860 accoglie con giubilo l’arrivo in città delle truppe garibaldine.

Cosa visitare a Reggio Calabria, musei, monumenti, e luoghi di interesse turistico

Cattedrale Metropolitana (Duomo)
Il Duomo si presenta in forme che imitano lo stile romanico, con reminescenze gotiche-rinascimentali. Ai lati della scalinata che precede la facciata aperta da tre portali, sono sistemate le statue di San Paolo e di Santo Stefano, primo vescovo della città, opere dello scultore Francesco Jerace (1928).

L’interno, a tre navate, di cui la centrale presenta un soffitto a cassettoni decorato, è diviso da colonne. L’altare maggiore è in marmi policromi in stile romanico. All’interno, oltre alla cappella del SS. Sacramento, in stile tardo barocco con reminescenze neoclassiche, in marmi pregiati e policromi, da ammirare i diversi sepolcri seicenteschi di numerosi vescovi, un Crocifisso ligneo settecentesco e una pala raffigurante la Resurrezione di Lazzaro, attribuita a Francesco Solimena.

Santa Maria della Consolazione
L’origine del santuario, situato nella zona alta della città è posteriore al 1532, quando i Cappuccini giunsero a Reggio Calabria.
Nella Basilica dell’Eremo, in forme moderne si conserva la tradizionale Vara processionale in lamina d’argento sbalzato con anima in legno, opera di argentieri napoletani della fine del Settecento.

Museo archeologico nazionale è uno dei musei più noti al mondo ed offre un panorama completo della colonizzazione greca in Calabria. Il monumentale palazzo che ospita le esposizioni, opera dell’architetto Piacentini, è stato aperto al pubblico nel 1955; oltre alle collezioni archeologiche della Calabria – si va dalla preistoria fino al periodo bizantino – troviamo anche sezioni dedicate all’arte medievale e moderna, all’etnologia ed al Risorgimento italiano, provenienti da raccolte del Museo Civico.

Duomo Con i suoi 93 m. è la chiesa più ampia dell’intera Calabria. Ricostruita dopo il terremoto del 1908, la cattedrale è una fusione di romanico e gotico rivisti secondo il gusto del primo ‘900. La facciata bianca e luminosa è introdotta da un’ampia scalinata; ad accogliere i visitatori due grandi statue in marmo di F. Jerace raffiguranti S. Paolo e S. Stefano. L’interno è a tre navate, lungo le quali si susseguono sepolcri seicenteschi e tombe di vescovi cittadini; numerose anche le opere di artisti reggini.

Di particolare bellezza la “Cappella del Sacramento” (XVI sec.), il maggiore esempio di barocco reggino; in essa un olio di D. Maroli (1665). In fondo alla navata destra un tronco di colonna, legato alla storia di S. Paolo e della cristianizzazione della città, nel 56 d.C..
Castello aragonese La costruzione, di cui rimangono solo due torri cilindriche ed un tratto di mura, già esisteva nel X sec., ma venne ricostruita nel XV sec. dagli aragonesi.

Museo S. Paolo
Il museo raccoglie 170 icone, provenienti dalla Russia e dai paesi balcanici, risalenti ad un’epoca che va dal ‘400 ai giorni nostri. Tavole e tele, della metà del ‘400 al ‘900, sono esposte nella pinacoteca del museo.

Di notevole importanza il gonfalone attribuito ad Antonello Da Messina della metà del ‘400. La sezione degli argenti comprende oggetti dal ‘500 ai giorni nostri, tra cui un ostensorio e un calice del ‘700 di Filippo Juvara.

Museo Archeologico Nazionale di Magna Grecia
Reperti del periodo Magno Greco
Museo Archeologico Nazionale con presenza di eccezionali opere bronzee.
Noto come Museo della Magna Grecia, è il principale obiettivo dei visitatori di Reggio Calabria. Si tratta di uno dei più noti musei del mondo.
La struttura museale ospita reperti provenienti da tutto il territorio calabrese, prevalentemente del periodo magno-greco, a partire dall’VIII sec. a.C., ma anche dei periodi precedenti della preistoria e protostoria, e,
ancora, dei periodi romano e bizantino.

All’interno, di particolare rilievo:
I BRONZI DI RIACE di provenienza ellenica, dell’VIII sec. A.C.
Ritrovati nel mare della Locride, raffigurano due guerrieri. Pervenuti in stato di eccezionale conservazione, sono considerati tra le più significative sculture elleniche esistenti.
LA TESTA DEL FILOSOFO, anche questa ritrovata in Calabria, nei pressi di Villa S. Giovanni, e la splendida TESTA DI MARMO DI APOLLO ALEO(Cirò), IL GRUPPO DEI DIOSCURI, che scendono da cavallo nella battaglia della Sagra (Locri), LE TAVOLE BRONZEE dell’archivi del Tempio di Zeus, provenienti da Locri, e le vaste collezioni di PINAKES (ex voto in terracotta riproducenti in rilievo scene del ratto di Persefone) da Locri, di gioielli, di specchi di bronzo.

Museo dell’artigianato tessile della seta
Sorto nel 1996, il museo raccoglie quasi due secoli di storia, di cultura e di artigianato calabrese. La raccolta venne iniziata negli anni ’80 da Rosetta Furfari, insegnante d’arte, di moda e costume.
La collezione del museo è attualmente ripartita in quattro sale, ognuna caratterizzata da uno specifico ramo o settore:
la prima sala è un omaggio alle radici magnogreche della città e della regione, con una serie di costumi tipici, ricostruiti secondo i modelli in uso a quel tempo;
la seconda sala illustra – secondo un percorso ideale – l’arte della seta, partendo dalle materie prime, il baco da seta, giungendo fino ai prodotti artigianali finiti;
nella terza sala sono conservati i tessuti, dai più grezzi a quelli altamente raffinati e i costumi che seguono in parte la stessa evoluzione, dall’Ottocento fino ad oggi;
l’ultima sala, la quarta è dedicata all’Alta Moda e alla sua storia attraverso i secoli, dal periodo greco fino al XX secolo.
Il museo è inoltre dotato di una sezione documentarista, che permette di approfondire la conoscenza dell’artigianato tessile e della moda calabrese.

Museo dello strumento musicale
In esposizione circa 800 strumenti delle cinque famiglie: cordofoni, aerofoni, idiofoni, membranofoni, meccanico-elettrici.
Oltre allo spazio espositivo il museo dispone anche di un laboratorio di liuteria, di musicoterapia e di una sala concerti.

Museo di Biologia Marina e Paleontologica
Il Museo è costituito da due sezioni: la sezione di Paleontologia contiene fossili delle ere geologiche (Primaria, Secondaria, Terziaria, Quaternaria) e scala cronostratigrafica, fossili dei periodi Permiano (Lias, Creta, Miocene, Pliocene, Pleistocene), fossili animali (trilobiti, coralli, brachiopodi, molluschi-conchiferi, echinodermi o ricci, ittioliiti o pesci, altri vertebrati), fossili (molluschi-conchiferi) di diverse località regionali.
La sezione di Biologia Marina raccoglie conchiglie mediterranee e non di grosse, medie e piccole dimensioni in ordine sistematico, invertebrati marini (ricci, stelle, coralli, crostacei, granchi, etc.), pesci abissali dell’Area dello Stretto.
Il museo organizza anche all’esterno mostre fotografiche di Biologia marina e, presso gli istituti scolastici, conferenze con proiezione di diapositive e/o video di biologia ed ecologia marina dell’Area dello Stretto e di Paleontologia regionale, escursioni guidate in ambiente subacqueo per biologia marina, sul territorio per la paleontologia.
Di particolare importanza sono le ultime mostre organizzate dal Museo sui pesci abissali dello Stretto.

Piccolo Museo Agrumario
Questo curioso museo è situato all’interno della stazione sperimentale per l’industria delle essenze e dei derivati agrumari della città.
Vi troviamo diversi macchinari utilizzati per l’estrazione dei succhi e delle essenze dagli agrumi.
Si segnala la macchina da bergamotti Gangeri, derivata dal modello inventato nel 1840 da Nicola Barillà.
Interessante la raccolta fotografica che illustra la coltivazione, la raccolta e la lavorazione del gelsomino a Brancaleone e la coltivazione del papavero da oppio.

Eventi e manifestazioni a Reggio Calabria

Periodo invernale

Dicembre – Fiera Agrumaria.

Marzo – Fiera delle essenze e degli oli.


Periodo primaverile

Venerdi’ Santo
Rappresentazioni sacre con la processione delle “varette” (gruppi di statue che ricordano la Passione di Gesù).

21 marzo-21 giugno – Primavera reggina
nel corso della manifestazione hanno luogo diverse manifestazioni culturali quali: gli “Incontri di Studi Bizantini” e il Premio Nazionale “Reghium Juli”.


Periodo estivo

Settembre – “Notte Bianca”
arte, musica, spettacoli, animazione ed altro ancora.

Settembre – Processione della Madonna della Consolazione
E’ forse la festa religiosa più sentita a Reggio Calabria. Sono decine di migliaia i fedeli che vi prendono parte. La preziosa icona viene sistemata su una “vara” e trasportata a spalle dalla basilica dell’Eremo al duomo. Qui il sindaco offre il cero votivo, segno di devozione della collettività alla Vergine. Il quadro fa rientro in basilica nel mese di novembre. A Reggio esiste un’associazione dei portatori che hanno il privilegio di sostenere la “vara” durante la processione (un tempo era compito esclusivo della corporazione dei pescatori). Questa piattaforma mobile, eseguita a Napoli tra il 1824 e il 1831, è decorata con argento sbalzato e cesellato. E’ piuttosto pesante (10 quintali) ed è alta 4,50 metri.

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