San Nicola Arcella è situato sull'orlo di un dirupo scosceso, a 110 metri a strapiombo sul mare con un panorama stupendo che volge lo sguardo sul golfo di Policastro.
Il paese è comune autonomo dal 1912 e rientra nella provincia di Cosenza, a pochi chilometri dal confine con la Basilicata. Vista la posizione geografica si può affermare che San Nicola Arcella è situata in collina ma allo stesso tempo vicina al mare. Questa situazione genera un clima particolare che consente estati fresche accompagnate da una brezza di mare che non manca quasi mai di risalire la costa nelle ore più calde della giornata.
La costa è prevalentemente rocciosa e comprende alcune spiagge incastonate tra le rocce. San Nicola Arcella è l'inizio del tratto di costa denominato "Riviera dei Cedri" per la presenza dei frutti caratteristici nella zona. Lo strapiombo protegge una rada e una spiaggetta, che d'estate si popola di lidi e stabilimenti balneari.
Il tratto di mare che va da San Nicola Arcella a Diamante è di grande interesse subacqueo. Ai margini del paese, al confine con Scalea, sorge la zona meno praticata perché molto difficile e selvaggia: Capo Scalea. Questo è un piccolo promontorio che scende verso il mare con una serie di blocchi di granito dirupanti sull'acqua.
Dalle sue rupi, che raggiungono un'altezza di 96 metri, lo sguardo abbraccia un vasto panorama che abbraccia la costa calabra, quella lucana e quella campana. Da qui si può vedere perfettamente l'isola di Dino e a sud tutto il tratto di costa della riviera dei cedri. Nei pressi sorge anche una torre cilindrica di avvistamento del XVI secolo.
In Auto: Per raggiungere San Nicola Arcella è necessario percorrere l'A3 Salerno-Reggio Calabria, uscire a Lagonegro Nord/Maratea per poi immettersi sulle SS 585-SS18 fino al bivio per il paese. La distanza da Cosenza è di 132 km.
In Treno: San Nicola Arcella è servita dalla stazione ferroviaria di Scalea che dista 5 km dal paese.
In Aereo: L'aeroporto più vicino è Lamezia Terme.
Azienda Tras Extraurbano: Preite
Stazione FS: Praja-Aieta-Tortora
Stazione FS servizio IC,ICplus,ICN,E: Praja-Aieta-Tortora
Stazione FS servizio ES: Paola
Aeroporto: Lamezia Terme
L'economia della zona costiera a ridosso di San Nicola Arcella, come nel contesto della regione, è basata in larga parte sull'agricoltura. Rilevante è anche il ruolo svolto dal turismo nei mesi estivi. Il settore industriale non ha invaso la zona (per il bene del paesaggio) come nel resto della Calabria.
La grande immigrazione di persone nei mesi estivi garantisce un flusso di denaro costante nel settore commerciale. Il mese di agosto è sicuramente il più affollato e quindi è il mese che garantisce buone entrate economiche per gli imprenditori e per i commercianti. A trainare l' economia di San Nicola Arcella è sicuramente il turismo. Da molto tempo ormai è considerato tra i centri vacanzieri più esclusivi della Calabria.
Molte le attività ricettive presenti sul territorio che aiutano il suggestivo scenario naturale esistente ad attirare, nei mesi più caldi dell' anno, migliaia di turisti. Per il resto dell'anno, è l'agricoltura a farle da padrone.
Famosa è la festa del Santo Patrono che si svolge nei giorni a cavallo del 10 settembre.
Infine non mancano le attività culturali che si svolgono sporadicamente.
Durata evento: 11 Settembre Manifestazione
Premio Lo Schiavo: S. Nicola Arcella (CS)
> Escursioni Teatrali S. Nicola Arcella (CS)
Durata evento: Dal 23 Luglio al 8 Agosto
Spettacoli teatrali allestiti da compagnie di fama internazionale si svolgono nei punti più caratteristici del centro storico di San Nicola Arcella. Folclore
> Mercatino delle Pulci S. Nicola Arcella (CS)
Durata evento: Mese di Agosto
Ad Agosto. Fiera
> San Nicola da Tolentino (patrono) - S. Nicola Arcella (CS)
Durata evento: 10 Settembre Religioso
> Madonna delle Grazie - S. Nicola Arcella (CS)
La flora della zona è costituita qua e là da ulivi e macchia mediterranea o dalle celebri primule di Palinuro dalle corolle gialle-dorate, che si abbarbicano sulla roccia. Massiccia rimane la presenza di arbusti che crescono spontanei sulla roccia. Il centro storico, quasi interamente lastricato in pietra, è costituito da infiniti vicoli che confluiscono tutti alla Chiesa Matrice.
Molti i territori coltivati a ortaggi e frutta. Le aziende agricole presenti sul territorio, la maggior parte dei quali a conduzione familiare, allevano anche bovini, ovini e caprini e si preoccupano, naturalmente, anche della trasformazione in ottimi latticini, formaggi e salumi. Abbastanza fiorente anche il commercio, soprattutto nei mesi estivi. La popolazione attiva sannicolese è prevalentemente impiegatizia.
Le più antiche testimonianze rinvenute nella zona risalgono a 12.000 anni prima di Cristo, nel periodo paleolitico, come testimoniano i ritrovamenti di Praia a Mare e di Scalea. Non a caso San Nicola Arcella è situata in mezzo ai due paesi citati e probabilmente ha ospitato quelle popolazioni antiche più di 10.000 anni fa.
Anticamente la Calabria era abitata da gente di stirpe ligure-iberica e fu successivamente sede di una fiorentissima civiltà originata dalla migrazione greca a partire dal secolo VIII a.C.
Fu poi conquistata dai romani nel II sec. a.C. e passata ad Annibale nel corso della seconda guerra punica. Presidiata da colonie romane e attraversata dalla strada Capua-Reggio, fu nuovamente sconvolta dall'insurrezione di Spartaco nel 71 a.C.
Superato un periodo di grave crisi, dovuto anche alla malaria, alla fine dell'impero passò ai bizantini dopo la guerra greco-gotica nel 500 d.C. Insieme ai bizantini si stabilirono anche i Longobardi di Benevento e i Saraceni che, a partire dall'anno 840, avevano stabilito numerose basi lungo la costa.
Il dominio bizantino però crollò a seguito dei colpi inferti dai Normanni che nel 1000 la conquistarono. A seguito di quegli anni la Calabria conobbe nuovamente i benefici dei traffici marittimi e terrestri e la ripresa continuò anche successivamente sotto il dominio degli Svevi (1200) con Federico II.
La dominazione degli Angioini invece segnò un nuovo periodo di depressione dovuto allo sviluppo dei latifondi di tipo feudale e di esose tassazioni che continuarono anche sotto gli aragonesi. Sotto il governo spagnolo furono numerose le rivolte e le insurrezioni popolari tra cui ricordiamo le famose di T.Campanella (1599) e Masaniello (1647).
La fede nel re non venne mai meno visto che il popolo fu schierato sempre contro le forze della repubblica partenopea (1799) e dei fratelli bandiera (1844).
























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