L'agricoltura è molto praticata, soprattutto la coltivazione della vite (uva zibibbo). In zona sono anche presenti attività di floricoltura come Mangiapane, Polito e Santacroce.
Per quanto riguarda l'artigianato locale rimangono ancora cestai e fabbri.
Da non dimenticare, ovviamente, il famoso "pezzo duro", il gelato imbottito preparato artigianalmente nelle gelaterie locali e conosciuto in tutta la Calabria.
In Auto: per raggiungere Pizzo è necessario percorrere l'A3 Salerno - Reggio di Calabria per poi immettersi sulla SS18 Tirrenia Inferiore. Distanza da Vibo Valentia 11 km.
In Treno: Pizzo è servita dalla stazione ferroviaria Vibo Valentia - Pizzo.
In Aereo: l'aeroporto più vicino è Lamezia Terme.
Azienda Tras Extraurbano: SAT - Preite
Servizio taxi in tutta la Calabria: 096851790 (Tel/Fax)
Stazione FS: Vibo - Pizzo
Stazione FS servizio IC,ICplus,ICN,E: Vibo-Pizzo
Stazione FS servizio ES: Vibo-Pizzo
Aeroporto: Lamezia Terme
Oltre alle bellezze paesaggistiche Pizzo è noto anche per il suo caratteristico centro storico che offre dei pittoreschi scorci medioevali che si alternano a ville signorili di varie epoche.
Situato nel centro storico vi è il simbolo di Pizzo, ovvero il Castello Aragonese. Eretto nella seconda metà del XV secolo (dal 1486 al 1492) da Ferdinando I D’Aragona a difesa del Regno e famoso perché venne imprigionato Gioacchino Murat, il Castello di Pizzo si erge sulla parte occidentale della cittadina, è costituito da un massiccio corpo quadrangolare con due torrioni cilindrici angolari di cui la torre grande, detta torre "Mastra", è di origine Angioina (1380 circa). E’ stata l’ultima costruzione a torri cilindriche.
Il Maniero, dalla parte che si affaccia sul mare, scende perpendicolarmente sulla rupe, dall’altra, una strada ha oggi preso il posto del preesistente fossato che lo circondava e sul quale un ponte levatoio ed una porta, ne consentivano l’accesso.
Gli ultimi giorni di vita di Murat sono stati ricostruiti all’interno del Castello attraverso una rappresentazione scenografica:
manichini in costume e a grandezza naturale riproducono i momenti più significativi dalla prigionia al processo, fino alla fucilazione.
Monumento Nazionale (3 giugno 1892) e Museo Provinciale Murattiano (8 maggio 2003), il Castello Murat è aperto tutto l’anno. E’ continuamente visitato da migliaia di turisti che nelle sue sale, possono ammirare documenti storici, tra cui una Biblioteca Tematica Murattiana e Napoleonica, stampe e piante sulle origini aragonesi del castello, copie e riproduzioni di cimeli murattiani, una collezione originale di monete ottimamente conservate che va dal 578 d.c. al 1860, un busto marmoreo di Murat, realizzato dallo scultore francese e suo amico personale, Jean Jaques Castex e che venne donato al Castello di Pizzo, nel 1950, dalla principessa Nicole Murat, discendente del Re di Napoli. Oggi chil Castello è stato dichiarato monumento nazionale.
Il cuore dell’abitato e luogo d’incontro e di passeggio è rappresentato da Piazza della Repubblica, che si affaccia su un ampio tratto di costa, mentre sul lato opposto del mare spicca la Chiesa dell’Immacolata eretta nel 1750.
Poco distante vi è la Chiesa di San Giorgio, della seconda metà del XVI secolo, al cui interno ammiriamo alcune statue in marmo del XVI secolo.
A nord dell’abitato, sulla spiaggia, troviamo la Chiesetta di Piedigrotta, scavata nel tufo come voto per un naufragio della fine del XVII secolo. La cappella fu eretta per custodire un’immagine della Madonna scampata al naufragio, e perciò chiamata "A Madonneja". Al suo interno risiedono centinaia di statue scolpite nel tufo da Angelo e Alfonso Barone, rese particolarmente suggestive dalla luce che penetra dalle fessure della roccia.
L’oasi dell'Angitola è stata istituita nel 1975 e, dopo dieci anni, è stata dichiarata "zona umida di importanza internazionale" come habitat per gli uccelli acquatici.
Il lago artificiale occupa una superficie di 196 ettari e presenta lungo le rive interessanti boschetti di specie igrofile come il Salice bianco e l’Ontano nero.
La gestione dell’oasi è curata dal WWF sulla base di una convenzione con il Consorzio di Bonifica della Piana di S. Eufemia.
Il turismo, in prevalenza estivo, è il settore che sta alla base dell'economia napitina.
Visitatori e turisti, infatti, sono attratti dalle bellezze naturalistiche del paese fatte di una spiaggia dalla sabbia sottile e di caratteristiche viuzze.
Da non sottovalutare, poi, il turismo culturale spinto dalla presenza dell'imponente castello dove morì Gioacchino Murat.
Il 23 Aprile si svolge la festa del patrono: San Giorgio.
Le altre manifestazioni del borgo si svolgono quasi tutte in estate.
Sono da ricordare: il Festival del Mare, il Premio cultura città di Pizzo e il Palio che si tengono tutti in pieno Agosto.
Di antica tradizione è la pesca del tonno che risale all'epoca romana e araba. Le tonnare iniziano a lavorare nel mese di maggio pescando il cosiddetto "tonno di corsa" cioè il pesce prima della riproduzione.
Dopo il fermo dell'attività di un mese si riprende a pescare nei mesi di luglio e agosto con la pesca del "tonno di ritorno", cioè dopo la riproduzione. Le tonnare lavorano tra i 500 e i 1000 metri dalla costa. E' infatti a questa distanza che i tonni passano in branco.
Oggi la pesca al tonno, però, si pratica perlopiù con strumenti sofisticati e imbarcazioni computerizzate.
L'abbondanza dei tonni in questo tratto di mare e la vecchia tradizione della conservazione hanno portato alla nascita di un'industria specializzata nell'inscatolamento e nella vendita su larga scala del tonno.
Pizzo è una ridente cittadina di circa 9000 abitanti abbarbicata su di una rupe sporgente sul Mar Tirreno. Secondo la tradizione, sorse sulle rovine dell'antica Napitia, fondata mille cinquecento anni prima di Cristo da una colonia di Focesi di ritorno della guerra di Troia.
Da Napitium, comandante della spedizione, prese nome la nuova città. Si vuole che abbia ricevuto la vera fede dalla predicazione stessa del Principe degli Apostoli, venuto dall'antica Vibona, durante il suo viaggio da Gerusalemme a Roma. Sempre secondo la tradizione, qui si fermò Ulisse ed, in seguito, vi soggiornò anche Cicerone.
Ma le scorrerie dei Pirati, i ripetuti e brutali attacchi dei Saraceni finirono per vincere la resistenza della città, che, circa l'anno 800 d. C., fu assalita e ridotta ad un cumulo di macerie. Gli abitanti fuggirono e solo pochi superstiti rimasero, rifugiandosi verso il lato ad oriente della distrutta città, dove in seguito, verso il 903, formarono il nuovo abitato, che prese il nome di Pizzo, con ogni probabilità per la sua posizione sulla cima di uno scoglio.
Verso il 1070, Ruggero il Normanno costruì un magnifico palazzo che - nel 1221 - ospitò S.Antonio di Padova, di passaggio al ritorno da un viaggio in Africa.Nel 1363 i monaci basiliani vi edificarono un grande monastero di rito greco, mentre i pescatori di corallo amalfitani costruirono la Chiesa delle Grazie, divenuta poi Chiesa del Carmelo.
Con il trascorrere del tempo la città crebbe e - per difesa - fu munita di mura e torri ai lati e protetta e fortificata da un fossato e da un ponte lavatoio. Si costruirono nuove chiese e conventi, iniziarono floridi commerci di spezie, sete, pesce salato, olio, vino e si incrementò la pesca del tonno e l'arte del corallo. Pizzo subì - nei secoli - le dominazioni normanna, sveva, angioina e aragonese. Nella 2^ metà del XV secolo, Ferdinando I° d'Aragona vi fece costruire il Castello, nel quale fu imprigionato e fucilato, il 13 ottobre 1815, Gioacchino Murat, re di Napoli, poi sepolto nella Chiesa Matrice di S. Giorgio Martire.
Pizzo è famosa soprattutto per il suo Tartufo.
Con ben 14 gelaterie, è riconosciuta anche come la "Città del Gelato".
Il tartufo di Pizzo è un gelato tradizionale della pasticceria artigianale di Pizzo Calabro, diffuso oramai in tutta la Calabria ed in alcune zone d’Italia.
E' stato chiamato tartufo perché la forma sferica imperfetta e il colore (cacao in polvere) richiamano tantissimo al più famoso "tartufo nero".
Creato dai gelatai pizzitani, il tartufo di Pizzo è un gelato al gusto di nocciola e cioccolato, ricoperto di cacao in polvere.
Discoteca Baia Malibù: Loc. Colamaio, 1 Pizzo
Disco-Pub Fairy Well: Contrada Marinella, 52
Pizzo Calabro è una moderna cittadina, luogo di villeggiatura rinomato per le sue spiagge, suggestive insenature ricche di scogli, per il suo mare limpido, il suo cielo azzurro, il suo pittoresco Centro Storico, le stradine e la piazza caratteristica con il suo affaccio come la prua di una nave, adagiate come una cascata sulla roccia di tufo a specchio sul mare.
Circondata da odorosi aranceti, che in primavera diffondono nell'aria l'inebriante profumo della zagara, è conosciuta per la produzione dello "zibibbo", uva bianca dolcissima, di eccezionale gusto e sapore. L'antica pesca del tonno ha sviluppato una fiorente industria conserviera, che rende il "tonno sott'olio" di Pizzo noto ed apprezzato ovunque. Ottima anche la cucina, a base di pesce della zona e di pietanze tradizionali calabresi. Infine, famosi sono i gelati artigianali, che, rifacendosi ad una lunga tradizione, con il loro gusto squisito e la grande varietà di scelta, rendono particolarmente "dolce" a visitatori e turisti il soggiorno e la villeggiatura a Pizzo.
Per chi desidera noleggiare un’auto, vari punti noleggio si trovano a Reggio di Calabria (aeroporto, centro città e stazione ferroviaria), Vibo Valentia, Tropea, Gioia Tauro e Lamezia Terme. Per maggior informazioni: noleggio auto.